scenari FUTURI, dopo il covid-19

I luoghi della nostra quotidianità come  cambieranno? Quali nuovi scenari potrebbero aprirsi alle professioni? Un virus ha bloccato il mondo ma non i pensieri e le riflessioni.

NEL SETTORE MODA

La Cnmi proporrà formats digitali per la fashion week di Londra e di Parigi con manifestazioni interamente digitali e visite con modalità in remoto dedicate agli showrooms. Sviluppo e miglioramenti di siti e-Commerce di alta moda che possano soddisfare sempre di più le richieste esigenti degli utenti e formazione tecnologica dei dipendenti per un ruolo più importante del commercio online. Molti clienti preferiranno evitare lunghe code nei camerini ed evitare d’indossare capi già provati da altri e per questo i negozi dovranno offrire un valore aggiunto al semplice acquisto online: una Brand Experience originale indipendente dal canale tradizionale utilizzato fino ad oggi e con una particolare differenziazione sui tempi e sulle modalità di consegna dei capi. 

NELL’ ARCHITETTURA

Nell’architettura urbana, la qualità della vita sarà un fattore determinante per la progettazione  futura degli spazi. «Flussi più rarefatti e alternati dovranno essere la nuova misura. Si apre una stagione non priva di incognite, un passaggio di stato del tutto inedito: dall’ auto-ritrazione della vita sociale, cercheremo le forme di adattamento verso un graduale, e ci si augura veloce, processo di estroversione negli spazi pubblici. L’augurio per tutti è che questo adattamento non sia privo di sorprese e felici intuizioni. Urgente essere consapevoli di quanto sia decisivo restituire centralità alla forza espressiva dello spazio pubblico» a cura di Maurizio Cilli in ” WELCOME TO THE POST-ANALOG CONDITION“.  

NELLA RISTORAZIONE

I designers sono già operativi per progettare strumenti digitali necessari per mettere in sicurezza il cliente e il personale: da totem per la misurazione corporea, menù virtuali e tanto altro in Il Sole 24 ore . Non ci sono ancora delle «linee guida comuni» ma quello che sappiamo di certo e che andare a pranzo e/o a cena non sarà più la stessa cosa. Ristoranti, luoghi pubblici diventeranno no-touch, scompariranno maniglie, accessori manuali, interruttori per luci e pagamenti in contanti.

Dal touch di oggi si passerà al no touch di domani“. 

NELL’ ABITARE

L’ open space potrebbe entrare in crisi nei prossimi progetti mentre il “Corridoio Vasariano” potrebbe ritornare in tempi più o meno brevi. Il vecchio corridoio ristabilirà i confini come passaggio da uno spazio all’altro nella rincorsa verso il ritrovamento della propria privacy durante il tempo trascorso in smart working.

L’ attualità e il telelavoro ci porteranno probabilmente a una ricerca maggiore della funzionalità e d’intimità nell’abitare del futuro.

NEL LAVORO

L’ ufficio come si trasformerà? Questa esperienza di smart working tra le mura di casa ha fatto riflettere su molti aspetti e su uno sopratutto, quanto sia importante la protezione e la sicurezza dei dati con l’adozione di nuove piattaforme per videoconferenze. Un secondo aspetto non meno importante, è quello di poter lavorare in ambienti adeguati per la salvaguardia della salute e di chi ci sta intorno; anche in questo caso il concetto di open space potrebbe entrare in crisi lasciando il posto a layout di uffici anni ’80

Questa drammatica esperienza di pandemia “già scritta” sui libri di storia, creerà un’inversione di tendenza degli spazi e dei rapporti sociali, dove molto probabilmente non si parlerà più di abbattimento delle barriere ma della necessità di costruirne di diverse, per una convivenza più sicura dell’individuo e con l’obbiettivo di proteggere il genere umano.

Playtime for Tati M.Hulot hunts for Giffard in an office of Mondrian geometry

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