Rifacciamo il sito web ! Si, ma perché ?

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Rifacciamo il sito web ! Si, ma perché ?

Perché si è deciso di rifare il sito ? Sembra una domanda banale, ma spesso non trova una risposta chiara, definita e motivata. Il rifacimento del sito web è normalmente un’attività che rientra (o dovrebbe rientrare) in un progetto più ampio, che ne include altre collaterali e complementari. Ma concentriamoci in questa fase sul sito; per prima cosa è importantissimo definire quali scopi ci si prefigge di raggiungere con il suo rifacimento. Si vogliono presentare e lanciare nuovi prodotti o servizi ? Trasferire un’immagine aziendale aggiornata e coerente con i propri scopi di business ? Semplificare la ricerca del prodotto/servizio/informazione da parte dell’utente ? Altro ancora ? Le risposte possono essere più di una.

Questo semplice esercizio risulterà fondamentale e le risposte che arriveranno dovranno sempre essere tenute bene a mente durante ogni fase dello sviluppo del sito. Rispondersi magari che …. “và rifatto perché il tal concorrente l’ha rifatto ed è più bello del nostro”…. è un errore in partenza.

Partire senza scopi ed obbiettivi da raggiungere, chiari e ben definiti, è la premessa per ottenere un risultato finale poco efficace.

Parimente, rivolgersi a chi aveva già sviluppato l’attuale sito aziendale chiedendogli magari di crearne uno nuovo che assomigli a quello di una tale o tale altra azienda è un altro passo falso da evitare. Un altro rischio è quello poi di farsi convincere, per non perdere troppo tempo o perché si ritiene di non possedere sufficienti nozioni sul tema, ad adottare pacchetti “pre-confezionati” (anche se magari attraenti dal punto di vista grafico).

Per non incappare in questi passi falsi, occorre invece “pensare su carta” quale risultato finale si vorrebbe ottenere, partendo dalla domanda iniziale (perché ?) e via via analizzando : cosa e come propone la concorrenza, chi sono e che linguaggio utilizzano i nostri potenziali clienti, quali contenuti e materiali si ha o si potrebbe avere a disposizione, quali logiche di navigazione si vorrebbero offrire all’utente, quali fattori distintivi contraddistinguono la nostra proposta, etc.

E’un lavoro corposo, certo, che può però portare anche importanti informazioni che altrimenti non si sarebbero ricercate. Qualche addetto ai lavori lo definirebbe magari una sorta di Business Intelligence di base. Chiamatelo come vi pare, ma vi raccomando di svolgere questo compito con diligenza. Da soli o facendovi aiutare, ma fatelo.

Questa analisi iniziale vi porterà un duplice vantaggio : avere le idee chiare quando approfondirete l’argomento con la web agency prescelta (personalmente, consiglierei di valutare le proposte di 2 o 3 diverse agenzie e non fermarvi al fornitore web già conosciuto) e soprattutto vi costringerà a calarvi nei panni del potenziale cliente visitatore del vostro nuovo sito, che in ultima analisi sarà colui che dovrà giudicarne l’efficacia ed il livello di attrattività, per restarci e approfondire le sue ricerche e per ritornarci in futuro.

Insomma, invece di raccontare voi ciò che sembra darvi risalto ed importanza (con il rischio magari di parlarsi un po’ troppo addosso), fare in modo di includere e mettere in evidenza tutto ciò che il potenziale cliente visitatore vorrebbe trovare nel vostro nuovo sito. In modo semplice, chiaro e ordinato (e possibilmente fresco e accattivante).

Per la fase di sviluppo, quindi, il consiglio è quello di dedicare il dovuto tempo e le dovute risorse (qualificate) per elaborare e scrivere i contenuti, dato che sono quelli che faranno poi la differenza una volta che il sito sarà on-line. E’ un’attività, questa, che non può essere demandata a terzi che non vivono, a tempo pieno o almeno parziale, in azienda e che quindi non possono conoscerne i reali punti di forza (e di debolezza).

Paolo Casazza
Sales & Marketing Consultant